ROMA, IL SENATO HA DECISO, GLI ECOREATI SONO LEGGE.

Condividi l'articolo




Inquinamento e omessa bonifica non sono più contravvenzioni, ma delitti con tempi di prescrizione raddoppiata e pene che possono arrivare a 15 anni di reclusione.

Era nell’aria da tempo, ed oggi è diventato ufficialmente legge. Gli ecoreati abbandonano la classe delle contravvenzioni ed entrano con prepotenza in quella dei delitti penali.

In base alle nuove disposizioni ministeriali, la presenza di amianto rischia ora di costare molto cara a tutti coloro i quali tergiverseranno sulla bonifica dei coperti interessati dalla presenza di questo materiale, non si atterranno alle nuove normative e/o non saranno in grado di dimostrarlo pedissequamente in sede di controllo e/o giudiziaria.

Sono queste le indicazioni sopraggiunte ieri dal Senato, che nella figura degli appartenenti a diversi partiti (su tutti Pd e 5 stelle), ha finalmente deciso di assumere una posizione di assoluta fermezza e intransigenza nei confronti di quelle che ieri venivano considerate inosservanze in grado di compromettere definitivamente la vita delle vittime, ma difficilmente capaci di scalfire quella dei trasgressori ed oggi diventano ufficialmente crimini con pene che arrivano ai 12 anni di reclusione.

“Oggi è uno dei giorni che verranno ricordati”

Commenta Chiara Braga, responsabile ambiente PD

“Lo Stato deve dare una risposta a chi minaccia l’ambiente e le generazioni attuali e future: la legge sui reati ambientali va a riempire una lacuna giuridica e rafforza gli strumenti per combattere illeciti e legalità”

L’opinione del presidente del senato Pietro Grasso.

Un cambio di marcia epocale , se pensiamo alle recenti prescrizioni dei processi Eternit di Casale Monferrato, Montedison di bussi Val di Pescara, Marlane di Praia Mare, che hanno evidenziato il gravissimo stato di ingiustizia ambientale e sociale del nostro paese.

Casi che dimostrano come, a dispetto del principio europeo “chi inquina paga”, raramente nel nostro paese chi ha causato danni all’ambiente e alla salute dei lavoratori e dei cittadini ne ha poi risposto in maniera diretta, lasciando ricadere sulle casse statali i costi di bonifica, e sulla salute dei singoli (abbandonati molto spesso a loro stessi) le conseguenze da esposizione prolungata all’amianto in ambiente lavorativo.

Chi decide di tenere sul coperto della propria abitazione/azienda l’Eternit lo fa a suo rischio e pericolo”.

E’ questo il messaggio che passa dalle nuove disposizioni ministeriali, rafforzati nella decisione anche dai numerosi aiuti che sono stati offerti oltre che dagli enti pubblici (fondi limitati e burocrazia molto limitante).

Ma per fortuna arrivano le soluzioni.


Iniziative private come bandoamianto.it  che prevede un incentivo a fondo perduto fino al 25% per tutti gli imprenditori che decideranno di adoperarsi per ottenere la rimozione dell’amianto presente nella propria struttura bonificando l’ambiente con il rifacimento del coperto della stessa. Incentivo che arriva al 29% nel caso in cui nel momento del rifacimento si decida anche per l’installazione di un impianto fotovoltaico).

Gli strumenti ci sono, e chi non li usa merita di risponderne insomma. E ne risponderà, come deciso dalla storica sentenza della CORTE DI SUPREMA CASSAZIONE Sez. TERZA PENALE Sentenza n. 4560 del 31.01.2018, che conferma la condanna di Enel e alcuni suoi dirigenti anche in Cassazione e in appello per morte a causa di mesotelioma di alcuni ex dipendenti. Si legge infatti nella sentenza “Sotto un primo profilo, è stato osservato come secondo una legge di copertura scientifica, di natura probabilistica, al protrarsi della esposizione ad amianto consegua l’aumento del rischio di mesotelioma o di altri tumori polmonari, nel determina una anticipazione del momento dell’insorgenza della malattia (e, dunque, della morte)accelerandone la progressione e portando più rapidamente all’avvio del periodo di latenza (teoria dell’effetto acceleratore accolta in occasione della ||| Consensus Conference di Helsinki del 2015). In altre parole, anche il mesotelioma pleurico, così come altre patologie absesto correlate, sarebbe una affezione dose-dipendente”.