La barca a vela in fibra di carbonio più grande al mondo

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Pensato per navigare in tutti i mari del mondo, il nuovo Baltic Yachts Pink Gin VI, stabilisce un nuovo primato in questa tipologia di scafi, con i suoi 53,54 metri di lunghezza. Ma anche per le singolari scelte di decor affidate a oggetti esclusivi, opere d’arte e pezzi di design

Doveva essere adatta a navigare in tutti i mari del mondo. Doveva essere spettacolare. Doveva essere un vero, unico oggetto di design, con tanti pezzi d’arte a bordo e un décor di tendenza. Voleva qualcosa di diverso Hans Georg Näder imprenditore tedesco e appassionato velista che ama passare il suo tempo libero in mare. E così è stato. Non c’è un’altra barca di lusso come Pink Gin VI. Impossibile. Innanzi tutto perché è il più grande sloop costruito in fibra di carbonio esistente al mondo, realizzato grazie alle più avanzate tecnologie di cui il cantiere finlandese Baltic Yachts  si avvale. Poi perché a fare di questo 53.34 metri a vela un’opera unica vi sono una serie soluzioni particolari, pensate in parte dallo studio di progettazione Judel/Vrolijk, che ha curato l’architettura navale, e in parte da Unlimited Design che ha realizzato il décor.

Pink Gin si distingue per prua dritta con bompresso, chiglia di 71 kg che mossa da un sistema idraulico si posiziona in tre posizioni diverse, albero in fibra di carbonio di 67.9 metri, sartiame come quello degli yacht dell’America’s Cup, timoneria dotata di un sistema che deriva dal car design, in modo da rendere la ruota del timone più sensibile e ottenere dallo yacht pronte risposte.

Ma Pink Gin si riconosce anche e a colpo d’occhio per lo scafo color silver e per il gigantesco Jib color fucsia. È poi l’unica barca vela che dispone di un balconcino che si apre a prua nella cabina armatoriale, oltre alla piattaforma balneare che si sviluppa a poppa per facilitare le attività marine. Ma è quando si sale a bordo che l’ospite rimane stupito (e forse è stato proprio questo l’intento del suo armatore visionario). Perché le performance veliche lasciano il posto all’anima trendy di questo yacht il cui décor e soluzioni di design traggono ispirazione dalla moda, dall’arte e dalla musica.

Il grande pozzetto centrale (a bordo ve ne sono altri due, uno per le manovre a poppa e uno a prua per il sole) pensato per il relax ma anche per organizzare pranzi e feste, è una grande terrazza sul mare: il tavolo è illuminato da due grandi e inusuali lampadari in vetro di Murano (che durante la navigazione si possono ripiegare e stivare); una scultura dell’artista cubano Roberto Fabelo cattura l’attenzione. Un lampadario di Baccarat pende anche sopra il tavolo del salone sottocoperta, scendendo le scale a destra, e sul pianoforte color lilla, a sinistra, (che suona anche da solo) realizzato custom da Edelweiss Sygnet. Ma le sorprese non si esauriscono qui: il tema del viaggio è evidenziato da un baule di Louis Vuitton che funge da tavolino, mentre quello del design è affidato all’arredo selezionato dai cataloghi di brand internazionali di lusso come Promemoria, B&B Italia e Aiveen Daly.

Nel foyer sottocoperta, si trova anche una scultura femminile del cubano Roberto Fabelo, artista che firma anche un’opera in seta della cabina armatoriale. Naturalmente a bordo ci sono solo materiali ricercati: pelli, sete, velluti, particolari in zinco, rame e peltro che si mischiano a materiali di recupero come le piastrelle delle metropolitane; non mancano essenze e legni pregiati che sottolineano linee e curve, come i corrimani esterni realizzati in quercia di palude di 8600 anni. Il tutto per creare uno stile contemporaneo e anche un po’ underground. I puristi della vela probabilmente storceranno il naso, ma l’intento di questo visionario armatore era realizzare il suo sesto sogno, un’esperienza unica, visiva e tattile. Per sé stesso e per i suoi ospiti.